Open Season

Dark Light
Open Season

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Come ci si aspettava, dopo l’uscita di un lungometraggio animato nelle sale cinematografiche, ecco puntuale la sua trasposizione videoludica pronta a cavalcare l’onda del successo. Open Season, così come il film omonimo (in Italia “Boog & Elliot a Caccia di Amici”) è un gioco pensato prevalentemente per un pubblico di videogiocatori molto giovani. La Ubisoft ne ha fatta uscire una versione per ogni piattaforma ludica esistente.

 La storia racconta di un orso di nome Boog allevato come animale domestico dalla ranger Beth, che vive in un garage e partecipa come attrazione principale agli spettacoli dell’anfiteatro locale. La sua vita cambierà totalmente dall’incontro con un alce, preda di uno spietato cacciatore che, spaventato a morte da Boog, sarà costretto a lasciarla libera, ma non senza averla privata di una delle sue corna (memorabile la citazione: sono unicorno, non guardarmi!)   L’alce, che si chiama Elliot fa amicizia con Boog e i due diventano inseparabili.  Pur con il docile carattere che si ritrova, non appena succede il fatto, gli altri ranger decidono che non è il caso di tenere un bestione di qualche quintale con artigli di dieci centimetri a pochi metri dalle loro case, così il povero Boog, dal suo comodo giaciglio viene sbattuto alla fredda inospitalità della foresta. Al suo fianco c’è l’amico Elliot, un alce scalcinata che perde sempre delle ottime occasioni per star zitto, assieme al quale verrà sbeffeggiato dagli animali della foresta (fenomenali le puzzole napoletane) e cacciato da un folle cacciatore convinto che gli animali stiano architettando un piano per sovvertire l’ordine mondiale.

 Il film è abbastanza gradevole, anche per i più grandi e propone anche dei temi di riflessione come la caccia e più in generale la questione ambientale, sempre mantenendo un tono divertente e ironico.

 Per quanto riguarda il gioco, come si addice alle trasposizioni, segue fedelmente la trama del film, e il fatto che sia dedicato ai bambini la dice lunga sull’ articolazione del sistema di gioco e la sua effettiva difficoltà, i giocatori un po’ più smaliziati lo porteranno a termine usando una mano e bevendo un caffé con l’altra.  L’azione si svolge in aree ben delimitate, senza la possibilità di inoltrarsi autonomamente nella foresta, e le missioni sono spiegate dettagliatamente da una voce fuori campo in perfetto italiano.  Ciò nonostante il nostro simpatico orso sarà chiamato a compiere missioni di svariati generi, dal procurare cibo agli altri animali, fino al sorprendere i cacciatori alle spalle e spaventarli con un poderoso ruggito, una vera azione di stealth. Un ulteriore aiuto viene dagli animali precedentemente aiutati che distrarranno i cacciatori nei modi a loro più congeniali e inoltre, il progredire del gioco, consente a Boog di imparare nuove abilità, tra le quali la sua preferita sembra essere il lancio degli animali suoi amici (chissà cosa fa a quelli che gli stanno antipatici), infatti per raggiungere i propri scopi, l’orso non esiterà ad afferrare l’amico Elliot e scagliarlo in faccia ai cacciatori, e così farà anche con conigli, puzzole e scoiattoli.

 La scarsissima longevità è un minimo allungata dalla presenza in ogni livello dei 25 in totale, di numerosi distintivi da ranger da recuperare che, ancora, forniscono degli utili consigli. Alcune missioni poi sono semplicemente esilaranti, come quella dove si affrontano le rapide di un fiume a bordo di un gabinetto o dove si rotola da una scarpata in stile valanga. Purtroppo, per quanto riguarda l’intelligenza artificiale, ritengo che anche i bambini la reputeranno scarsa, quasi tutti i personaggi sullo schermo fanno sempre le stesse cose e hanno un raggio d’azione limitato. Le missioni molto spesso poi comportano l’uso di una sola specifica abilità, solo gli ultimi quattro richiedono la combinazione di tutte le diverse abilità imparate nel corso del gioco. riusciranno infine i due protagonisti a liberare la foresta dalla presenza dei cacciatori e a ritrovare la via di casa?

  E’ presente anche una modalità multiplayer che permette di affrontare altre persone a dei mini giochi molto divertenti, ed è un peccato che l’avventura principale sia così semplice, dato che alcuni di questi livelli bonus avrebbero dato un sicuro valore aggiunto al prodotto. A fronte di un gioco che si può finire in tre o quattro ore, abbiamo invece questi giochini che potenzialmente possono essere giocati a lungo senza per questo risultare noiosi.

La grafica è curata in modo che i personaggi rispecchino fedelmenti i loro alter-ego cinematografici ed è molto colorata, sarebbe tutto sommato molto buona se non fosse per le ambientazioni a tratti veramente scarne e i personaggi le cui animazioni mancano di spessore e di personalità. Lo svolgersi della trama poi, è affidato a delle combinazioni tra scene di gioco e filmati, ma la non ottima realizzazione dei personaggi rende a volte i dialoghi pesanti da seguire.

 Per quanto riguarda il sonoro, le  musiche sono prese direttamente da quelle del film, e difetta solo in alcune traduzioni, ma senza creare eccessivi problemi.  Come detto inizialmente, risente molto del target a cui è dedicato, e risulta per cui il titolo adatto da regalare a fratellini e nipotini, sempre che anche loro non lo reputino troppo facile, ma non si può negare che ci sia del materiale di qualità superiore sul mercato, difficile immaginare qualcuno passare svariate ore su questo gioco.           

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