Alliance: Future Combat

Dark Light
Alliance: Future Combat

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Non è raro vedere un gioco strategico in tempo reale ambientato nel futuro, ma è sicuramente più singolare trovarne uno ambientato solo un anno dopo la sua effettiva uscita.   Infatti lo scenario si svolge nell’anno 2008, quando nel territorio che comprende Iraq, Iran, Afghanistan (sarà una zona scelta a caso?) viene a formarsi una lega di nazioni che prende il nome di DRND, sigla assolutamente impronunciabile che significa Democratic Republic of North Djombystan, in cui i terroristi hanno preso il potere e cercano di ottenere l’aiuto niente meno che dei loro eterni rivali, gli Stati Uniti d’America, e danno quindi il permesso alla nazione più militarista del globo di installare nei loro territori una base militare super tecnologica.  Quello che però nessuno si aspetta, o quasi, è che la base non è una semplice base ma nasconde un segretissimo progetto di ricerca per realizzare, pensate un po’, un esercito di super soldati corazzati.

 Il gioco inizia quando la copertura degli USA cade  e non rimane altro che far piazza pulita di terroristi se si sceglie di utilizzare le truppe americane, oppure ricacciare gli yankees oltreoceano se si sceglie di fare la parte dei terroristi.  Bene se la trama vi è piaciuta, o avete 7 anni oppure non avete mai visto un qualsiasi film di Schwarzenegger o Van Damme, ma non preoccupatevi, infatti il gioco si preannuncia molto peggiore della sua storia,anche se sembra impossibile.  Infatti le missioni si riducono all’attraversare la mappa di turno partendo dal punto A, fino ad arrivare al punto B, massacrando tutti quelli che vi si parano davanti.  Non c’è molto da fare a parte chiamare i rinforzi quando serve e in generale il sistema di gioco è piuttosto semplice e questo potrebbe anche essere un bene visto che le istruzioni fornite sono estremamente vaghe e non sviluppano fino in fondo la trama, neanche quel poco che c’è.  Tra l’altro le poche istruzione fornite beneficiano di una pessima traduzione che spesso le rende totalmente incomprensibili, se invece si capiscono allora sono totalmente inutili e scontate.   A dispetto di ciò progredire non è per niente facile, le mappe, che tra l’altro non assomigliano affatto ai luoghi dove sarebbe ambientato il gioco sono composte da parti urbane e ostacoli naturali che rendono difficoltosa l’individuazione dei nemici anche perchè si confondono perfettamente con i colori circostanti; lievemente più semplice è localizzare i mezzi pesanti come i carri armati o i camion ma anch’essi sono di un colore grigio scuro marrone che ancora li mimetizza. In aggiunta a questo molte missioni si svolgono di notte rendendo tutto ancora più ostico.  La questione della visibilità non è per niente secondaria, in questo gioco infatti penalizza pesantemente uno dei due schieramenti, quello americano. I carri armati si trovano in mezzo al fuoco delle truppe della DRND che possono prender la mira da molto oltre la visuale dei mezzi corazzati, i quali  per far qualcosa devono trovarsi faccia a faccia con il nemico.  Questo fa si che qualunque missione degli Yankees sia accompagnata da una fitta pioggia costante di missili e proiettili di machine gun lanciata da nemici invisibili e non targettabili.

 Le missioni sono fatte in modo che il giocatore segua un percorso prestabilito, passando sempre negli stessi punti e ingaggiando le truppe nemiche, è praticamente nulla la possibilità di utilizzare percorsi alternativi a causa del terreno impervio, delle docili colline verdeggianti che causano lo scompiglio degli avanzati sistemi motorii dei vostri mezzi; non appena si prova a deviare dal percorso principale le vostre unità cominceranno a scontrarsi, incastrarsi, tornare indietro, buttarsi in mezzo ai nemici e altre cose divertenti.

Tra i pochissimi punti a favore di questo gioco, ci sono la totale mancanza dell’aspetto economico per lasciare spazio alla guerra e la grandissima varietà di unità di combattimento, ispirate a dei veri mezzi da guerra in uso dalle forze armate,  sia degli americani che dei djombyani (io li ammazzerei solo perchè si chiamano in un modo tanto assurdo). Anche quella che inizialmente sembrerebbe una grande idea, cioè la possibilità di impartire gli ordini vocalmente, non è affiancata da un gioco all’altezza e spesso nel microfono è più gratificante urlare insulti ai propri soldati, almeno ci si sfoga.  Manca qualsiasi tipo di formazione per le truppe e diventa un problema far procedere assieme le unità più lente con le altre. La difficoltà di mantenere l’ordine tra le proprie fila e il grande numero di nemici armati fino ai denti, rendono un’impresa ardua il compimento di qualsiasi missione.  Per gli amanti del Trash.           

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